Un’intera famiglia distrutta. Marco , tutta colpa del…Altro…

Marco Didoni aveva solo 12 anni ma la leucemia da cui era affetto, se l’è portato via. Il bimbo ha chiuso i suoi occhi per sempre in un letto  del policlinico Gemelli di Roma, dove era ricoverato.  Frequentava le scuole medie dei Giuseppini ma, a causa della patologia, è stato costretto a interrompere gli studi.

Proprio  l’istituto scolastico ha lanciato l’appello per cercare un donatore di midollo osseo, alla fine di febbraio, da cui era nata una campagna con l’Admo provinciale e regionale. Il governatore del Veneto Luca Zaia, conoscendo la storia di Marco, era riuscito a radunare centinaia di persone in piazza, per la tipizzazione, in modo da contribuire, nel loro piccolo, ad un grande gesto di solidarietà.

Purtroppo Marco non ce l’ha fatta, lasciando nel dolore il papà Andrea e la mamma Tadiana, i suoi familiari più stretti, i compagni e le maestre di scuola e tutta la comunità in cui viveva.

Grazie all’appello scolastico, Marco aveva trovato il suo donatore e la famiglia, al completo, si è recata al Gemelli dove, nemmeno un mese addietro, il piccolo ha subito il trapianto di cellule staminali. Da allora in poi, tutti hanno pregato affinché potesse farcela e tutto sembrava andare per il verso giusto.

Di colpo, però, le sue condizioni di salute si sono aggravate, sino al triste annuncio dei suoi genitori, in cui tutti abbiamo appreso che Marco non ce l’ha fatta. Il padre e la madre hanno messo nero su bianco questa frase: “Il nostro angelo è tornato in cielo. Non ci sono parole, le nostre più sentite condoglianze. 

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